I farmaci in gravidanza
Uno dei problemi che più angoscia le donne in gravidanza riguarda l'assunzione di farmaci durante la gestazione.
Da alcuni studi effettuati si osserva che circa il 40-90% delle gestanti assume farmaci quali: vitamine, antibiotici, lassativi, antiemetici, antiacidi, diuretici ed antiistaminici.
Valgono comunque due regole semplici:
In assenza di necessità il farmaco non va assunto.
La malattia materna che richiede l'assunzione del farmaco è quasi sempre più pericolosa del farmaco stesso.
Le regole fondamentali in gravidanza.
- Quando desiderate una gravidanza, se è possibile, effettuate le terapie nella prima fase del ciclo, prima del periodo del concepimento e, cioè, entro il 14° giorno dall'ultima mestruazione.
- Appena avete un ritardo mestruale o il test di gravidanza positivo, sospendete l'assunzione di farmaci potenzialmente teratogeni.
- Evitate l'assunzione di qualsiasi farmaco, soprattutto nelle prime 10 settimane di gravidanza (70° giorno dall'ultima mestruazione). In questo periodo avviene la formazione degli organi.
- I farmaci che si usano comunemente (per il mal di testa, per l'influenza, per le allergie) non hanno effetti negativi dimostrati, per cui l'assunzione occasionale nelle prime fasi della gravidanza non presenta problemi.
- Se avete problemi che vi obbligano a terapie farmacologiche croniche (ipertiroidismo, ipotiroidismo, diabete, ipertensione, epilessia, sindrome depressiva), parlatene con il ginecologo prima di intraprendere una gravidanza. Alcune terapie dovranno essere modificate o anche sospese prima della gravidanza.
- Cercate di non rimanere incinta in concomitanza di viaggi che vi obbligano a eseguire vaccinazioni o profilassi contro malattie esotiche.
- Se state utilizzando una terapia con farmaci potenzialmente teratogeni (ad esempio l'acido retinoico per l'acne), adottate un mezzo contraccettivo.
Solo l'ecografia accurata può individuare i difetti congeniti causati dai farmaci. La villocentesi e l'amniocentesi non hanno alcun valore diagnostico.
In caso di malformazione o altra patologia neonatale non si può stabilire con certezza la correlazione causa-effetto, in quanto il rischio di avere difetti congeniti è comunque di circa il 5%, indipendentemente dall'esposizione ad un farmaco teratogeno.
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